Orizzonte fronte Canadello
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Memoria storica del paese

Situato in Alta Val Nure, sulla sponda destra del torrente Nure, ad una altitudine di 800 m circa, quasi ai piedi del monte Megna, a tre chilometri da Ferriere, sulla strada che prosegue verso Pertuso, troviamo Canadello.

E' un paesino accogliente e possiamo dire abbastanza collinare, che si trova nel mezzo di una vallata tondeggiante, circondato da una corona di monti stupendi che nel periodo primaverile si coprono di verde e di fiori variopinti. A Canadello troviamo ospitalità, aria buona di montagna che, unita a quella marina della Liguria, è molto salutare per i bambini e per gli anziani.

Ma la ricchezza più grande è la sorgente, che sgorga dalla roccia nera, rendendola fresca e leggera, che è situata a 500 metri dal paese, sulla strada che porta al monte Megna e ai Laghi Moo e Bino.

All’entrata del paese troviamo un grazioso Oratorio cinquecentesco, uno dei primi costruiti in alta Val Nure. Ogni ricorrenza viene segnalata dal suono della sua campanella seicentesca.
All’origine veniva usata per avvertire gli altri paesi dell’arrivo di un temporale che rischiava di compromettere il duro lavoro di un intero anno. La leggenda popolare racconta che, con il suono di questa campanella, le nuvole si dividevano e il temporale si spostava altrove.
Ogni anno si faceva l’ufficio della campagna che era un triduo (insieme di preghiere) che si concludeva con una benedizione dei campi per proteggere il raccolto dalle intemperie.
In questa occasione ogni famiglia faceva un fascio di croci alte un metro e mezzo che, dopo la benedizione, metteva nei campi per proteggere il raccolto.
La celebrazione proseguiva con una processione che si dirigeva verso la Rocca della Croce dove tuttora rimane una croce che viene restaurata regolarmente.

Nei primi anni del 1800 e per più di un secolo Canadello ha avuto un’emigrazione importante. Giovani, padri di famiglia, e alcune volte famiglie intere partivano alla ricerca di una vita migliore in America e più tardi in Francia. Io parto per l’America parto sul bastimento. Questa canzone popolare e tante altre sono la viva testimonianza dell’epopea di queste persone che dovevano affrontare mille prove nella speranza di una nuova vita. Quasi nessuno di loro è più tornato dall’America. Invece quelli che hanno scelto la Francia sono sempre rimasti molto attaccati alle loro radici e come loro i figli e spesso anche i nipoti tornano regolarmente per il periodo delle vacanze.

Ai tempi dei nostri avi, le famiglie residenti a Canadello erano circa una trentina. Dicono che le prime case erano coperte di paglia di segala e di "ciappe". Le pareti interne delle case erano intrecci di piccoli legni lunghi e sottili, intonacate con sterco di bovini impastato. I cognomi d’origine canadellese sono: Carini, Campominosi, Arata, Quagliaroli, Draghi, Preli, Scaglia, Labati, Roglieri.

All’epoca essi vivevano del raccolto che dava loro la poca terra che possedevano. Qualche mucca procurava loro gli alimenti per il fabbisogno quotidiano. A volte non era sufficiente per mantenere tutta la famiglia, allora in primavera, molti di loro andavano in Liguria per cercare pecore e capre che portavano a casa per fare formaggio, burro e arrotondare il bilancio familiare. In autunno, poi , le riconsegnavano ai loro proprietari.

Sempre in primavera si faceva la campagna del riso. Molte erano le donne che andavano nelle risaie per guadagnarsi un po’ di denaro e un sacco di riso con dure fatiche. Le chiamavano “le mondariso”. Erano solite cantare mentre lavoravano e i loro canti sono considerati come vere testimonianze umane.

Un'altra attività molto importante erano le carbonaie cosiddette “carbonere”, con le quali si faceva il carbone che poi veniva venduto.

Quando si costruiva una casa, si faceva la calce nella “furnesa”, che aveva l’aspetto di un grande cono di pietre bianche con un’apertura che sembrava una bocca nella quale si accendeva un fuoco con grossi pezzi di legno. Si diceva allora “dei da mangè a furnesa”.

Siamo all’inizio del 2000. Canadello ha ora un aspetto nuovo. Oltre alle case costruite da poco, anche le case secolari sono state rimesse a nuovo.

Le famiglie residenti sono solo nove con un totale di 23 abitanti. I giovani vanno a lavorare altrove e gli anziani vengono a mancare.
Recentemente alcune nuove famiglie si sono stabilite in paese: quella di Peppino e Angioletta, novelli pensionati che si dedicano alla cura e alla pulizia dei campi da tempo abbandonati; quella di Beppe e Alessandra che con i loro due bambini, Dario e Giacomo, ridanno speranza e futuro alla nostra frazione; e per finire, quella di Fabrizio (Biccio), giovane elettricista, che ha scelto Canadello come residenza principale.

Durante l’estate le case si aprono di nuovo e tutti tornano nella terra d’origine per dividere un momento privilegiato di riposo, di festa e d’amicizia dopo un anno di lavoro.
Fa sempre piacere tornare a casa!

Vito Preli.